Il progetto degli uffici del Building F, 3000 mq nel campus Tetra Pak® di Modena, si basa sulla volontà di riorganizzare i luoghi di lavoro secondo criteri di hot desking, cioè senza assegnazione personale del posto di lavoro, e di activity-based working, ovvero la creazione di spazi con caratteristiche che favoriscono determinate attività specifiche.
Alcune stanze sono quindi dedicate a workshop di alcuni giorni (le scrum room), altre ad attività che prevedono l’uso di grandi schermi o riunioni con proiezioni multiple, altre ancora per brevi riunioni o videoconferenze, altre ad attività specializzate. Numerose silent room accompagnano le parti open space, insieme ad alcune zone lounge di attesa e meeting room informali, in modo da alternare lavoro in area comune, brevi riunioni informali e momenti di approfondimento silenzioso, per riunioni a due, a tre o videoconferenze. Si tratta di spazi caratterizzati da una forte qualità acustica e da un elevato livello di insonorizzazione e isolamento sonoro rispetto al resto.
Questo tipo di organizzazione si sviluppa sui tre piani dell’edificio e pone al centro alcune aree di socializzazione e relax, dotate di servizio cucina e ristoro. Alcune aree sono completamente riconfigurabili, grazie ad arredi che consentono di ottenere gradinate o sistemi di sedute modificabili e impilabili.
Anche la zona d’ingresso presenta spazi per micro-riunioni informali e per il lavoro individuale, inseriti in un’area sociale di attesa condivisa.
Dal momento che si tratta di una ristrutturazione di edifici esistenti, il progetto è prevalentemente di interior design, con prevalenza di partizioni vetrate, arredi e sistemi di controsoffitti. Gli impianti sono a vista, ma vengono schermati nelle zone di distribuzione e collegamento tramite pannelli in materiale riciclato derivante dagli scarti delle filling machine di Tetra Pak®: la carta di recupero viene riassemblata in una pasta, stampata in 3D, e genera un pattern ondulato, su disegno, capace di creare una schermatura visiva e di integrare l’illuminazione delle aree di connessione e percorso.
La scelta dei materiali, in generale, privilegia un risultato multisensoriale, con feltri fonoassorbenti, legno e sughero a pavimento, e rivestimenti tridimensionali, nel tentativo di conferire all’ambiente di lavoro un’immagine naturale, accogliente e morbida.







